MIRANDA ZANELLA, 18 ANNI E LA PALLAVOLO AL CENTRO
di Paolo Ghelfi
Miranda Zanella condivide con Layla Viti il titolo di più giovane della squadra: entrambe diciottenni divise da poco più di due mesi. Sebbene tanto giovani si sono presentate alla Casa al Mare di Forte con una determinazione sorprendente e con le idee molto chiare. Al termine del ritiro in Versilia parliamo con Miranda, piemontese, centrale che arriva dall’attività biennale col Club Italia e naturalmente partiamo da un suo bilancio dell’esperienza appena vissuta con le compagne di squadra e con tante ragazze che hanno partecipato al Camp VBC: “Credo che sia il modo migliore per iniziare una Stagione in una squadra tutta nuova come la nostra. Abbiamo vissuto insieme per una decina di giorni e quando dico insieme intendo ogni momento della giornata, dagli allenamenti in palestra e sala pesi, al riposo, al tempo libero in spiaggia, a pranzi e cene. Insomma, ci siamo conosciute davvero, condividendo tutto. Abbiamo fatto anche una serata in cui ognuna di noi era a disposizione di alcune ragazze del Camp e siamo state sottoposte a una raffica di domande: anche questo momento è stato molto bello e spero interessante per le ragazze come lo è stato per me”.
Non conoscevi proprio nessuna delle tue compagne di squadra? “L’unica è la mia coetanea Layla Viti con cui ho condiviso esperienze in Nazionali giovanili. Nel 2024 abbiamo disputato insieme il Mondiale Under17 in Perù e gli Europei Under18 in Romania dove sono stata convocata e proprio non me l’aspettavo. Per la prima volta mi sono ritrovata in una competizione internazionale dove ogni partita è decisiva e ogni errore lo si paga”.
Facciamo un salto indietro, quando hai iniziato a giocare a pallavolo e dove? “Da piccola ho praticato diversi sport come basket, atletica e soprattutto arrampicata dove però la mia altezza rappresentava un problema. Quindi a 13 anni ho cominciato a giocare a pallavolo in una società torinese dove sono stata inserita in una squadra in cui giocavano insieme da tempo e l’accoglienza non è stata delle migliori. L’anno successivo ho cambiato società e il clima era totalmente diverso e infatti ho cominciato a imparare davvero e a crescere tecnicamente”.
Poi è arrivata la chiamata del Club Italia. “A 16 anni mi sono trasferita la Centro federale Pavesi a Milano. E’ un ambiente molto controllato dove eravamo tutte giovanissime, fisicate ma senza particolare esperienza di volley. Ma ci sono ottimi allenatori e si cresce davvero”.
Alla VBC invece di giocatrici con esperienza ne stai conoscendo. “Per me Loda e Prandi sono degli esempi da seguire in campo e fuori. Le osservo, cerco di prendere spunti da loro. Seguo molto anche Sara Tajè giocatrice di esperienza e capacità che gioca nel mio stesso ruolo e la guardo molto”.
Fuori dalla pallavolo come sei? Quali interessi hai? “Non sono una compagnona. Soprattutto all’inizio vengo presa per una che se ne sta in disparte ma poi quando la conoscenza si approfondisce mi apro e divento socievole. Mi piace molto studiare e approfondire tematiche. Mi sono appena diplomata e ora ho deciso di proseguire gli studi iscrivendomi a Ingegneria gestionale. Cerco anche di tenermi informata su cosa accade nel mondo e lo faccio sopratutto attraverso i canali di informazione dei social”.

