VITTORIA PRANDI, PER LEI LA SERIE A2 NON HA SEGRETI
Anche l’intelligenza artificiale la mette tra i pezzi da 90 del prossimo Campionato di A2 e mai come in questo caso possiamo dirci d’accordo. Che Vittoria Prandi rappresenti un lusso per il Campionato cadetto è risaputo e d’altronde – a dimostrazione di quanto le stia stretto – nella sua carriera per ben tre volte si è guadagnata la promozione in A1, dove peraltro ha disputato 8 stagioni. Cominciamo la chiacchierata cercando di capire come ha trascorso questa estate, reduce da una fantastica promozione con Brescia. “Sono stata in Costiera amalfitana e in Sardegna, amo l’estate italiana. Ho anche poi proseguito con gli studi, senza tralasciare ovviamente il mantenimento della forma fisica. Essere circondata dai miei affetti è stato fondamentale per ricaricare al 100% le energie fisiche e mentali. Ora la voglia di tornare a toccare la palla e sentire l’adrenalina del campo è davvero al massimo!”.
Chi meglio di Vittoria Prandi può dirci come sarà il prossimo campionato di A2 caratterizzato dal ritorno al girone unico e con tante società che vogliono salire, tanti giocatori con ottime qualità.
“Sarà un campionato in cui il livello si alzerà decisamente. Ogni squadra si è rinforzata con giocatrici di categoria superiore o giovani di grande prospettiva. Per chi ama questo sport sarà uno spettacolo bellissimo, ma per noi in campo pretenderà una tenuta mentale costante: chi ha cali di concentrazione rischia di lasciarci punti preziosi contro chiunque”
I roster sono tutti conosciuti. Chi pensi possa partire favorito quest’anno in A2?
“Sulla carta ci sono 2-3 formazioni che hanno allestito organici pensati esplicitamente per fare il salto di categoria. Ma l’A2 ci insegna da sempre che i nomi sui fogli d’inizio stagione non bastano”.
Nella tua carriera hai ottenuto tre promozioni. C’è un segreto che porta un squadra a primeggiare? Quali ritieni che siano gli elementi indispensabili per una promozione?
“Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione. Il primo è l’alchimia dello spogliatoio: quando arrivano i momenti difficili – e in una stagione lunghissima arrivano per tutti – a fare la differenza non è la singola giocatrice, ma come la squadra reagisce unita. Il secondo elemento è la continuità quotidiana: vincere la domenica è solo il risultato di come si spinge in allenamento dal martedì al sabato”.
Solitamente quando ti accorgi quale può essere il vero valore della tua squadra. All’inizio? O solo alla fine? C’è un fattore o un momento particolare?
“Non lo capisci nei test match né quando vince 3-0 la prima di campionato. Il vero valore emerge alla prima vera sconfitta o al primo momento di difficoltà. Bisogna rimboccarsi le maniche insieme. Per me il momento di svolta è spesso quello: quando la squadra dimostra di saper “stringere i denti” e portare a casa punti anche nelle giornate in cui il gioco non fluisce perfetto”.
Quando hai iniziato a palleggiare avevi una tua giocatrice di riferimento? Ti è stata utile? Hai “rubato” qualcosa da lei? Nel corso della tua carriera invece chi hai particolarmente ammirato?
“Crescendo ho sempre guardato con enorme ammirazione i palleggiatori che sapevano unire una grande precisione tattica a una forte leadership carismatica, riuscendo a gestire i momenti chiave della partita con serenità e lucidità. Ho sempre amato guardare i palleggiatori maschili di fama mondiale, come Christenson, De Cecco, Bruno, i quali sono capaci di valorizzare al massimo ogni singolo compagno, adattando il gioco alle caratteristiche di chi hanno di fronte senza mai perdere il proprio ritmo”.
Com’è il rapporto con la tua terra d’origine? Nella carriera hai cambiato diverse Società ma di fatto non ti sei mai spostata tantissimo da Modena. E’ stata una scelta voluta o dettata dal caso? Hai mai pensato di andare all’estero a giocare?
“Restare vicino a casa o comunque non troppo distante è stato un mix tra buone opportunità sportive e il piacere di stare vicino alla mia famiglia. L’ipotesi dell’estero affascina sempre ogni atleta per il bagaglio umano e culturale che regala, ma siamo pur sempre nella lega più forte del mondo!”.
Cosa ti aspetti dalla tua squadra nella stagione che sta per iniziare? Che ruolo potrà avere la VBC nel campionato che si preannuncia ricco di squadre ambiziose?
“Mi aspetto una VBC affamata, aggressiva e con un’identità precisa fin dalle prime battute. In un campionato così competitivo, il nostro ruolo deve essere quello della squadra che nessuno affronta volentieri. Vogliamo essere protagonisti, giocarcela a viso aperto contro chiunque e costruire giorno dopo giorno un gruppo solido che sappia esaltarsi davanti ai propri tifosi”.

